Dott. Fabio Antonioni medico veterinario libero professionista - Maranello (Modena)
Sito: www.fabioantonioni.it
L'intento è quello di fornire alcune indicazioni generali o chiarimenti in favore delle “ medicine non convenzionali” per la cura dei propri animali, con particolare riferimento alla Medicina Omeopatica di cui mi occupo personalmente.
In campo terapeutico l'Omeopatia offre numerose opportunità al Medico Veterinario moderno prevalentemente a scopo curativo, talvolta anche a scopo preventivo.
E' possibile osservare quanto accade in campo umano dove i pediatri sembrano improntati seriamente ad intraprendere questa nuova esperienza, è indubbio che sia aumentato il loro interesse in questa medicina negli ultimi anni.
A maggior ragione questo deve servire da ulteriore stimolo in campo veterinario, dove persiste ancora molta indifferenza.
In pratica non è più così insolito riuscire a proporre terapie “ non convenzionali” a proprietari di cani che oggi sembrano più favorevoli rispetto a qualche anno fa, forse ha contribuito in parte una maggiore diffusione di questi prodotti a livello commerciale o una migliore consapevolezza generale di un possibile beneficio.
Prima di continuare è bene chiarire alcuni aspetti che riguardano la Medicina Omeopatica al fine di evitare la solita confusione con altre medicine naturali.
Per il Veterinario clinico che esercita l'attività professionale e che fa uso quotidianamente di prodotti omeopatici non esiste alcuna presunzione o volontà particolare di sminuire o di privare la medicina tradizionale del suo ruolo prevalente nella società.
Semmai l'intenzione non è quella di infondere false illusioni ma, nel limite delle possibilità, di proporre un iter terapeutico meno invasivo, più dolce e talvolta anche più economico, in generale sempre ben tollerato da parte dei nostri animali.
A questo riguardo ritengo sia sempre necessario distinguere da caso a caso, non è corretto fare banali generalizzazioni.
Nella pratica ho avuto modo di osservare come la terapia omeopatica possa addirittura potenziale l'effetto terapeutico di comuni farmaci, come gli antibiotici, riducendo sensibilmente i dosaggi ed i periodi di somministrazione; anzi è sempre più sostenibile l'ipotesi di una terapia abbinata.
Oggi, in questa direzione si è arrivati a coniare il termine scientifico di “ terapia integrata” anche se molti colleghi Veterinari manifestano ancora un reale scetticismo, a dimostrazione di quanto si debba ancora lavorare per migliorare un modello culturale che affianchi quello di altri paesi europei più evoluti.
In ogni caso la scelta di esercitare una medicina “non convenzionale” deve opportunamente essere condivisa ed ottenere il pieno consenso/ assenso da parte del proprietario che dovrà essere attentamente informato su eventuali rischi e benefici.
Talvolta, con la terapia omeopatica, è possibile stimolare la capacità reattiva del nostro cane preparandolo meglio ad affrontare situazioni particolari, basti pensare ad interventi chirurgici o al fine di aiutarlo a sopportare meglio terapie i cui effetti collaterali spesso sono inevitabili e difficili da gestire; gli esempi non mancano.
Bisogna anche riconoscere la possibilità di adottare la medicina omeopatica come scelta terapeutica singola per la cura di patologie specifiche quando possibile, ma anche per affrontare altre problematiche.
Da segnalare che sono in aumento l'incidenza di disturbi comportamentali o di personalità di alcune razze canine che spesso sfociano in atteggiamenti impropri quali conseguenze di un ridotto adattamento ambientale, talvolta difficilmente gestibili fino a rendere sempre più difficile la convivenza con l'uomo in determinati contesti.
A fianco alla opportuna consulenza di Veterinari comportamentalisti può essere utile affiancare quella di Omeopati competenti che possiedano i requisiti necessari.
Si deve sostanzialmente differenziare una medicina omeopatica “Complessista” basata sull'impiego di più sostanze naturali mescolate fra loro e comunemente prescritte anche da Veterinari non necessariamente “ abilitati” alla medicina omeopatica ed utilizzati come prodotti da banco, a questa si contrappone una Medicina Omeopatica “Unicista” che prevede l'impiego di una sostanza naturale per volta; qui diventa indispensabile un percorso formativo decisamente più complesso e specifico.
Quest'ultimo viene previsto per legge e prevede una preparazione teorico-pratica triennale che passa attraverso Scuole ufficialmente riconosciute nell'ambito del territorio nazionale e che impongono un ulteriore tirocinio pratico in strutture abilitate, molto vicino a quello di un percorso specialistico.
In generale il Veterinario Omeopata “Unicista” agevolato dalla esperienza e dalla sua preparazione culturale sarà in grado di proporre un percorso terapeutico prendendo in esame non solo i sintomi fisici oggettivi rilevabili clinicamente ma approfondendo numerosi aspetti che spaziano anche in campo etologico e non solo.
Posso condividere quanti manifestino ancora perplessità o diffidenza spesso immotivate nei confronti di un modello terapeutico estremamente interessante che bisogna imparare a conoscere meglio prima di criticare ingiustamente.
I risultati ottenuti in campo veterinario in questi ultimi anni anche nei confronti di patologie croniche deve far propendere a studiare il fenomeno “Omeopatia” con estrema serietà e coerenza e soprattutto liberi da critiche e pregiudizi ingiustificati.