MEDICINA OMEOPATICA NELLA "TORSIONE DELLO STOMACO" NEL CANE

Dott. Fabio Antonioni medico veterinario omeopata libero professionista.

Sito: www.fabioantonioni.it

 

Pur essendo un problema di pertinenza strettamente chirurgica anche il Veterinario omeopata può offrire il proprio apporto in chiave terapeutica , vedremo in quale fase è possibile intervenire in tal senso.Una descrizione sommaria di quella che oggi viene considerate e studiata come “SDTS” o “Sindrome della dilatazione-torsione dello stomaco” nel cane ha origini lontane, sembra che uno dei primissimi casi sia stato diagnosticato in Francia agli inizi del Novecento.Bisogna arrivare quasi ai giorni nostri e precisamente agli anni novanta affinchè si prenda atto di un problema emergente che avrebbe richiesto un maggiore impegno in termini diagnostici e soprattutto chirurgici.In effetti resta un problema del medico chirurgico; con il tempo si sono evolute differenti tecniche di riduzione e fissazione gastrica, pertanto ogni Veterinario oggi è in grado di eseguire la tecnica operatoria che ritiene più congeniale.Non esiste alcun trattamento preventivo, spesso il problema insorge inizialmente quale semplice dilatazione gastrica che, in alcuni casi , potrebbe evolvere in una torsione gastrica vera e propria.Il fenomeno viene segnalato nelle razze canine di grossa mole: Pastore tedesco, Pastore del Caucaso, Rottwailer, Alano, Dobermann, Boxer, Briard ed altri ancora, ma può coinvolgere altre razze come Setter irlandese, Cocker, Pechinesi, Yorshire.Da un punto di vista eziologico è difficile comprendere quali siano le cause scatenanti; nel tempo sono state proposte differenti ipotesi , inizialmente si riteneva che il problema fosse quasi esclusivamente di natura alimentare, una dieta inappropriata capace di provocare eccessive fermentazioni in sede gastrointestinale.Successivamente a questa si è aggiunta quella di esercizio fisico repentino intenso e prolungato nella fase postprandiale, in pratica pensiamo alla abitudine di lasciare correre liberamente il cane in giardino dopo assunzione di cibo.In realtà tutte queste situazioni potrebbero essere non tanto delle cause scatenanti quanto predisponenti alla insorgenza di un problema che forse trova altre motivazioni di fondo.Non per ultimo sono da prendere in considerazione componenti costituzionali legate alla conformazione fisica di alcune razze spesso dettate da una inevitabile selezione genetica improntata a migliorare l'aspetto estetico o fenotipico attraverso l'accentuazione di determinate caratteristiche morfologiche.Oggi non si escludono altri segnali o sintomi che possano accompagnare o addirittura precedere l'insorgenza della torsione gastrica che può risultare solo l'evento finale di un problema diverso non sufficientemente individuato o non diagnosticato adeguatamente.Pensiamo a patologie degenerative, patologie del midollo spinale o a carico di corpi vertebrali che possono provocare una lunga serie di piccoli disturbi o disfunzioni neurovegetative che spesso rappresentano solo la punta di un iceberg, nel caso specifico coinvolgerebbero l'innervazione vagale.I segnali premonitori possono essere diversi ed insorgere in modo repentino, di solito il proprietario viene attratto da atteggiamenti insoliti del proprio cane che può incominciare a respirare a fatica (dispnea), oppure può bere eccessivamente dopo il solito pasto e subito dopo manifestare un vomito violento e persistente.insistentemente al proprietario come per chiedere attenzione; in generale il quadro iniziale descritto al Veterinario può essere molto variabile.E' possibile apprezzare un aumento del volume toraco-addominale provocato dalla dilatazione gastrica con conseguente distensione del fianco.Può trattarsi anche solo di una semplice dilatazione gastrica provocata da eccessivo accumulo di gas; in ogni caso la situazione non deve essere trascurata, si rende necessaria una visita clinica ed alcuni accertamenti diagnostici semplici come il ricorso ad una lastra radiografica, tutti strumenti che possono consentire una diagnosi più accurata.Questo non significa che il problema della dilatazione possa essere definitivamente risolto, il cane dovrà essere monitorato e tenuto sotto osservazione anche in seguito, potrebbe essere un campanello di allarme.Da un punto di vista omeopatico, il problema può essere affrontato egregiamente in questa fase con il ricorso a rimedi omeopatici come Carbo Vegetabilis o Ipeca, Nux Vomica ad esempio in sostituzione dei comuni farmaci che talvolta possono risultare troppo rischiosi o controindicati in relazione alle condizioni generali del paziente o dell'età anagrafica.Si può comunque impostare una terapia omeopatica conservativa allo scopo di controllare adeguatamente lo stato di shock sino alla possibilità di fornire un apporto per controllare il potenziale rischio di eventuali recidive limitatamente all'insorgenza della dilatazione gastrica, accompagnando il tutto a consigli di ordine generale.Nei casi meno fortunati a questa dilatazione può seguire una vera e propria torsione lungo il proprio asse longitudinale che può essere di gravità differente a seconda che sia di 90 gradi o di 360 gradi.A seguito di una lassità delle strutture legamentose deputate a sostenere in sede il tubo gastrico quest'ultimo può essere facilmente soggetto a sollecitazioni meccaniche passive in grado di determinare un giro completo su se stesso, ecco innescata la vera torsione dell'organo.Il problema deve necessariamente essere affrontato come situazione di estrema emergenza, si provvede alla procedura di decompressione dell'organo a cui seguirà l'intervento chirurgico che rappresenta l'unica soluzione in grado di salvare la vita al cane; spesso si rende necessaria anche la splenectomia, cioè la totale asportazione della milza.La prognosi comunque resta sempre delicata ed incerta non tanto in funzione della tecnica chirurgica adottata quanto in termini prognostici per la necessaria tempestività adottata.La fase postoperatoria resta sempre e comunque la più critica, occorre riuscire a gestire le inevitabili complicanze, il tutto affrontato attraverso un percorso lento e progressivo.Anche in questa fase è possibile proporre una terapia integrata con rimedi omeopatici che possono aiutare realisticamente il paziente; diventa fondamentale impostare un percorso di monitoraggio e terapeutico appropriato in funzione delle inevitabili complicanze soprattutto a partire da quelle di natura trombo-ischemica o vascolari che rappresentano le più impegnative.La medicina omeopatica opportunamente affiancata alla terapia tradizionale può offrire innumerevoli opportunità in tal senso soprattutto in termini di miglioramento della perfusione ematica e della riduzione dei dosaggi adottati con i farmaci tradizionali; in questo modo si favorisce una azione curativa più dolce in grado comunque di garantire un risultato altrettanto soddisfacente in termini clinici, efficace e rapido.

 

 

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