SPECIALE 17 MAGGIO DEI FIORI BIANCHI



Dogo Argentino cenni storici sulla razza.
Uno dei tanti fenomeni della cinofilia di questi ultimissimi anni, è stata, nel nostro paese, la progressiva e inarrestabile diffusione di razze molossoidi, e spesso con spiccata personalità caratteriale. Così “pezzi grossi” come il rottweiler, il mastino napoletano, il bullmastiff o il mastino dei pirenei, trovano sempre più amanti ed acquirenti sul mercato italiano.
Fra le razze protagoniste di questa crescente passione per i “difensori di ferro”, va senz'altro annoverato il Dogo Argentino, il cosiddetto “perro blanco”. Da dove viene il Dogo ? Cerchiamo di capire quali sono le origini di questa splendida razza. Tutto cominciò all'incirca negli anni 20 del secolo scorso, quando un ricco possidente argentino di Cordoba, tale dott. Antonio Nores Martinez, trovando sulla propria strada un grande cane come il perro de pelea Cordobes, frutto di numerosissimi incroci fra mastini, bull terrier,bulldog e boxer, decise di impiantare su questo una nuova razza, che secondo i suoi intenti doveva avere caratteristiche ben precise : essere calmo con il padrone e deciso con l'avversario, avere l'olfatto degno di un pointer, essere capace di seguire una traccia anche affrontando gli ostacoli più impervi, capace di lottare ad armi pari con il puma, preda dei cacciatori argentini, avere il mantello bianco, così da essere visto facilmente nei boschi. Il dott. Martinez si mise al lavoro.
Il primo obiettivo che si era prefissato era l'olfatto, e così il dottore cominciò ad importare dalla Francia i pointer più premiati e ad incrociarli con il perro de pelea. Poi cercò di guadagnare in peso e in altezza, immettendo sangue di alano e di mastino dei pirenei.
Per mantenere inalterata la temerarietà, ricorse al bull terrier, mentre la potenza del morso fu aumentata con esemplari di dogue de bordeaux, uno dei cani più coriacei del mondo.
La velocità e la forza furono garantite da sangue di levriero irlandese, il mastino inglese per l'ossatura ed il boxer ed il bulldog per l'intelligenza e l'equilibrio. Col passare del tempo e delle cucciolate, furono isolati esemplari che sembravano garantire le caratteristiche ricercate, in modo da fondare uniche famiglie. Il massacrante lavoro di Martinez dette i suoi frutti, e nel 1928 il dottore potè finalmente annunciare la sua creazione, e presentare lo standard del Dogo Argentino. Il suo lavoro continuò fino al 1956, anno in cui Antonio Nores Martinez venne ucciso in una battuta di caccia. Da questo momento la responsabilità di conservare la produzione dei Dogo, ricadde sulle spalle del fratello Augustin Nores Martinez. Furono momenti difficili, e solo la sua costanza gli permise di portare avanti il lavoro del più esperto fratello. Il Dogo è un cane perfettamente adattabile, rustico e resistente, capace di vivere anche in spazi limitati e ristretti. Gli basta solo una cosa, mantenere un contatto strettissimo con il proprio padrone, la sua famiglia ed i bambini. Gli sviluppi psicologico e costituzionale del Dogo Argentino, sono piuttosto lenti, tanto che un esemplare può considerarsi adulto solo verso i tre anni. Importantissima è la socializzazione che il cucciolo deve avere, entrando in contatto con gli altri cani e gli uomini, in modo da non divenire un individuo chiuso ed aggressivo. Il Dogo è un cane molto intelligente, fedele ed obbediente, capace di apprendere facilmente e senza difficoltà, adatto a bambini, e polivalente, con altissima capacità di adattarsi alle varie esigenze che il suo padrone si attende da lui.

Allevamento dei Fiori Bianchi - profilo e cenni sulle caratteristiche e sull'evolversi dell'Allevamento
Luciano Di Candido, con il prezioso aiuto dei suoi collaboratori, allevatore di Dogo Argentino con l'affisso dei “Fiori Bianchi”, a Galliate, in via Baccarino 6, tel. 348 8645620, con i suoi cani nella splendida tenuta nel verde :
“ sono molto soddisfatto del percorso svolto in questi ultimi anni, il miglioramento e la qualità della selezione sono sotto gli occhi di tutti. Alleviamo da circa dieci anni, ponendoci sempre come obiettivo l'equilibrio dei soggetti e la qualità morfologica e caratteriale. I risultati ci hanno premiato, con i successi all'Expo Mondiale, e con i ripetuti successi nelle Expo Nazionali e Internazionali.
Si segnalano l'affermazione di Miopablo dei Fiori Bianchi, laureatosi poi Giovane Promessa Enci, e di Gauchodiablo, proclamato Campione Italiano Riproduttore.La scelta di privilegiare il Gruppo di Allevamento, si motiva allo scopo di valorizzare questa poco seguita specialità, che invece è indice di omogeneità, equilibrio ed amalgama dei soggetti dello stesso allevamento.Tutto ciò ci ha premiato ripetutamente, ponendoci ai vertici della cinofilia, senza timori verso altre razze, forse più portate ed adatte alle esposizioni di bellezza.Tutto ciò conferma l'equilibrio, l'affidabilità e la serietà dei soggetti presentati.A livello di curiosità, si segnala Blanca dei Fiori Bianchi, che a Genova, nell'appartamento dei suoi padroni che si erano allontanati per lavoro, sventava il tentativo di intromissione in casa , da parte di un topo d'appartamento che si stava introducendo in casa sfruttando un balcone al piano rialzato. La tempestiva reazione della brillante Blanca, bloccava il tentativo del ladro, e permetteva l'intervento delle forze di polizia, che traevano in arresto il malcapitato reo del tentativo di furto. A Modena, invece, Excalibur dei Fiori Bianchi si segnalava per il suo positivo ed encomiabile impegno nella pet therapy, con bambini disabili e affetti da patologie invalidanti, segnalandosi per la sua dolcezza e pazienza.



DISPONIBILI CUCCIOLI A BREVE NELLA SEZIONE CUCCIOLATE