Intervista

a Stefano Bartolini


Intervista a.... Bartolini, titolare dell'Allevamento..... riconosciuto ENCI e fondatore dell'Italian Boxer Club.

(D)Come è nato il vostro allevamento? Cosa significa allevare?


(R)Tutto ebbe inizio con una semplice passione per il Boxer, quando era soltanto un compagno fidato e disponibile. Con la nascita di Brenda la passione si fece più assidua. Le gare fatte solo per curiosità si trasformarono in una vera e propria passione, gratificata dai risultati che si facevano pubblicità da soli, cosí che tutti volevano i cuccioli di Brenda. In questo modo la passione si è trasformata in un piccolo allevamento amatoriale. Dopo qualche anno con i risultati della capostipite e con l'aiuto di sua figlia "Liz" l'allevamento amatoriale si è trasformato nell'Allevamento "con affisso" di Casa Bartolini. Da quel momento in poi è maturata una scuola di pensiero su come accoppiare i cani (usando i migliori stalloni e linee di sangue), che oltre alla bellezza mira allo sviluppo di un grande equilibrio, un'ottima docilità e una gran tempra.

(D)Il boxer è un cane che, notoriamente, è a rischio salute. Cosa deve richiedere un futuro proprietario per avere un cucciolo sano?


(R)Credo assolutamente che il boxer sia un cane sano, gli esami sanitari richiesti sono displasia dell'anca, spondilartrosi ed ecodoppler, a mio parere queste patologie sono state esasperate, soprattutto per un discorso economico, sottoporre un soggetto a tali esami richiede tempo ma soprattutto denaro, e' un giochino sapientemente studiato.
Con questo non voglio dire che certe patologie non siano presenti nella razza, ma credo comunque che un soggetto con displasia HD C possa essere un'ottimo riproduttore, ed oggi purtroppo se la displasia non è HD A già si comincia ad avere dei dubbi. Poi a mio avviso oggi ci sono altre patologie che richiedono estrema attenzione e che purtroppo vengono sottovalutate, per fare un esempio: le nefropatie giovanili. Un boxer può vivere una vita normalissima con una displasia C o con un lieve soffio al cuore, ma una nefrite se non valutata tempestivamente, conduce il cane ad una morte molto precoce.
Un futuro proprietario, tanto per cominciare deve richiedere di poter visitare il posto dove sono i cani, ovvero l'allevamento, per vedere lo stato di cura e di igiene che ci sono, a mio avviso bisogna diffidare di chi non fa visitare l'allevamento. Poi deve assicurarsi dello stato di salute del cucciolo e quindi anche dei genitori. Questo è facilmente riscontrabile attraverso gli esami ai quali sottopongo ogni mio singolo cane, e non ho mai nessuna difficoltà a mostrarli ai futuri proprietari di un mio cucciolo.

(D)Il boxer è un cane da lavoro o da compagnia? Chi è il proprietario ideale?


(R)Il boxer è un cane molto socievole e duttile ed è sempre alla ricerca del contatto con i proprietari con i quali costruisce un rapporto profondo. Non è assolutamente aggressivo verso i membri della famiglia, li rispetta, dimostra affetto nei confronti di tutti e non cerca di imporsi ed al momento opportuno si mostra un ottimo guardiano.Tutto questo ne fa un cane eccezionale adatto a chiunque.
Pertanto il boxer è un'ottimo cane sia dal punto di vista del lavoro che come cane da compagnia.

(D)Voi siete famosi e conosciuti per le battaglie per il riconoscimento del boxer bianco (fino a poco tempo fa ucciso perchè non in standard) e ora come anti-amputazioni. Perchè queste "battaglie" anticonformiste?


(R)Tendo subito a precisare che le nostre battaglie non sono anticonformiste e tanto meno seguono delle mode, noi guardiamo il boxer a 360° e questo è dimostrato da tutte le campagne che abbiamo intrapreso. Abbiamo lottato per far ottenere il pedigree al boxer bianco, perchè è un boxer e non era giusto lasciarlo senza il certificato che ne accerta la razza e l'origine. Questo perchè un cane nato da due genitori con pedigree ha diritto anche lui ad averlo, ed anche se lo standard di razza stabilisce che ai fini espositivi il bianco non deve superare un terzo del colore di fondo, ciò non toglie che questo possa partecipare a prove di lavoro ed ottenere ottimi risultati. Questa nostra campagna è servita non solo a far ottenere il certificato, ma anche ad evitare che tanti boxer bianchi venissero soppressi dagli allevatori. In oltre il nostro fine principale era quello di far conoscere questo cane e dare tutte le informazioni possibili, perchè su questo mantello nel corso degli anni si sono dette tante cose errate e create legende metropolitane. In fatti molti confondevano il bianco con l'albino e sostenevano che il boxer bianco fosse portatore di tare congenite, ed il tutto è assolutamente falso. Tare ereditarie vengono trasmesse siaÊad un boxer tigrato, che fulvo o bianco nello stesso identico modo. Per quanto riguarda le amputazioni, nel 2000 il Boxer Klub di Monaco, detentore dello standard ufficiale, variò lo standard della coda e delle orecchie, per tanto queste dovevano essere lasciate al naturale. Noi ci siamo subito adeguati e abbiamo potuto notare diversi vantaggi al riguardo, prima di tutto la bellezza del cane lasciato integro e poi tutti i vantaggi che ne seguono dal punto di vista della salute. Un cucciolo con le orecchie amputate è soggetto a dolori e cerotti, che gli impediscono di socializzare con i suoi simili proprio nel periodo in cui questa necessità è indispensabile. Poi c'è il discorso della comunicazione con la coda, un cane al quale è stata effettuata questa amputazione, viene definitivamente t9olta una forma di comunicazione e di espressione. Un altro aspetto importante è la funzione che la coda ha nel movimento, e a tal proposito abbiamo fatto anche uno studio, poichè nel movimento la coda assume funzione di bilanciere e timone, quindi senza ombra di dubbio è una parte indispensabile per corretti movimenti eseguiti da un cane in modo estremamente naturale.

(D)Perchè fondare l'Italian Boxer Club (il club ufficiale è il Boxer Club Italia)?
(R)Noi dell'Italian Boxer Club quando ci viene posta questa domanda di solito rispondiamo: " Siamo partiti dall'idea di costruire un'associazione capace di accrescere il valore del boxer, ed oggi possiamo dimostrare ampiamente le nostre capacità".
In parole povere non ci rispecchiavamo più nelle idee del club ufficiale per tutta una serie di motivi che al primo posto hanno sempre visto il bene della razza, per tanto abbiamo intrapreso la nostra strada consapevoli di tutte le difficoltà che avremmo incontrato lungo il nostro percorso. All'inizio eravamo un piccolo gruppo di persone, oggi posso affermare con orgoglio, che sempre più persone abbracciano il nostro pensiero, e questo è testimoniato non solo dal numero in continuo aumento dei nostri soci, ma anche da come la nostra associazione sia particolarmente apprezzata a livello internazionale.

(D)Avete un boxer particolare nel vostro cuore, memoria?


(R)Tutti i miei cani hanno avuto un ruole fondamentale nella mia vita e li ricordo tutti con profondo affetto. Oggi posso dire che i cani ai quali sono particolarmente legato sono la Dori, la Michel e la Masha che vivono in casa con me e sono rispettivamente nonna, mamma e figlia e Leonardo, che è stato lui con i suoi fratelli a farmi intraprendere la strada del boxer senza le amputazioni.

(D)Il futuro del boxer in Italia, com'è?
(R)Il futuro del boxer in Italia lo vedo alquanto tragico. Troppo spesso i risultati degli esami non sono reali, e quel cane che ha una patologia viene messo in riproduzione, poi esistono nuove patologie estremamente importanti che vengono del tutto ignorate. In fine c'è il discorso del famoso CAC, che ormai sembra l'unica cosa importante da ottenere.

(D)Ultima domanda; cosa il boxer ha dato a voi e cosa voi avete dato al boxer?
(R)Come allevatore, spero di aver contribuito in modo positivo, scegliendo soggetti sani ed equilibrati in modo tale da avere cuccioli con determinate caratteristiche. Io al boxer dedico la mia vita, i miei cani vengono prima di qualunque altra cosa, per me non esiste domenica o Natale o altro, loro vengono sempre prima di qualunque altra cosa. Sono loro che invece hanno dato tanto a me in tutti i sensi, quindi posso dire che posso ripagarli solo con tutte le attenzioni e le cure che meritano, perchè senza ombra di dubbio quello che io do a loro non potrà mai ricambiare quello che loro danno a me.

 

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