Tributo a Entonado De El Forastero, magnifico esemplare di razza Dogo Argentino di linea di sangue Los Medanos, pronipote di Fierro De Los Medanos e Guara De Los Medanos. Questa linea è singolarmente di alto pregio dato il carattere determinato ma di grande equilibrio emozionale e di struttura eccezionale. Dax non ha mai ricevuto nessun tipo di addestramento specifico per la difesa, si trattava solo di una sua qualità innata, risultato di una idonea educazione impartita ben bilanciata con la sua capacità di apprendimento data la plateale intelligenza che lo caratterizzava.

Decisi di assegnarli un nome di fantasia come Il Imperio Blanco quando pubblicai la sua storia perché vidi in queste due parole un rassunto delle straordinarie doti del Dogo Argentino.

La notizia del suo gesto eroico e la sua scomparsa crudele e inopportuna causò stupore e rabbia nella popolazione italiana. Un fatto di cronaca di cui i quotidiani ne parlarono per settimane.

La sua storia lasciò senz'altro nel cuore del uomo un messaggio assai viscerale. Ormai chi era in possesso di un esemplare di razza aveva imparato a vedere il proprio cane con altri occhi con la consapevolezza che un Dogo Argentino può insegnare ad un essere umano a diventare una persona migliore.

Una sera diversa da tutte le altre qualcuno messe nelle mie braccia un bellissimo e vivace cucciolo di Dogo Argentino.

Mentre gli umani chiacchieravamo, lui mi guardava eloquentemente senza smettere di fare gesti con la sua faccina e zampe per attirare con insistenza la mia attenzione. In quel momento una delle persone presenti mi disse che il cucciolo mi aveva scelto e io, commossa e felice decido in quel preciso istante di comprarlo per portarlo con me in Italia a conquistare il mondo.

Non lasciava di sorprendermi davanti ad ogni suo progresso, osservavo ogni gesto, ogni movimento.

Lui imparava velocemente, con tanta attenzione e fermezza. Era molto obbediente, energico, forte come una roccia, sensibile e tenero. Era tanto diffidente con gli sconosciuti e sapeva distinguere chi fosse degno e chi non di entrare nel nostro regno.

Con i miei gatti era affettuoso e protettivo. Ogni giorno quando tornavano dalla loro uscita giornaliera, controllava che entrassero uno ad uno, e ricordo che se uno di loro ritardava, lui mi chiedeva di cercarlo correndo verso il cancello e con abbai brevi e decisi.

La sera correvamo regolarmente in spiaggia, indivisibili.

Ogni momento era una sorpresa, meraviglioso.

Dax piangeva solo per emozione, per la gioia del mio rientro nella nostra casa. Cercava la posizione più alta del terrazzo per controllare tutti i movimenti della strada come una sfinge bianca immacolata che si vedeva da lontano, imponente.

Mi ha donato la relazione più nobile che abbia mai conosciuto, è sempre stato il mio amico inseparabile in tutti i miei passi, cambiamenti e movimenti.

Ho avuto molti cani, ma lui era speciale, diverso, unico.

Oggi posso dire che in amore ho vissuto pienamente. Vivevamo in una simbiosi affettiva immensa che non aveva bisogno di parole, bastava solo uno sguardo, un abbraccio interminabile.

Andavamo insieme in campagna e mentre la percorrevamo ci divertivamo a prendere dei frutti dalle piante e le condividevamo.

Ogni risveglio era una carica di energica emozione, mi leccava il volto e le mie mani, appoggiava la sua testa nel mio addome aspettando che lo accarezzassi e gli dicessi: "colazione...!" e così iniziava la nostra giornata.

Aveva imparato ad aprire e chiudere le porte con la sua enorme testa e le sue grosse zampe e riconosceva gli oggetti, rispondendo alle mie ordini senza commettere sbagli.

Nelle estati ci scollegavamo delle nostre abitudini quotidiane, affittavo una piccola barca e ci perdevamo in una porzione di questa isola deserta alla ricerca di deliziosi ricci di mare, e la notte dormivamo nella nostra tenda sulla riva tiepida del mare.

Una notte mi chiamano per fare un reportage in un paese adiacente, parto con l'intenzione di ritornare all'alba. Il giorno dopo al mio arrivo, sento che abbaiava in modo disperato, io inquieta entro. Apro la porta e scopro un inaudito disordine e alcune attrezzature fotografiche dietro la porta. I miei gatti correvano spaventati in diverse direzioni, ma quello che aveva attirato di più la mia attenzione è stato quel strano odore per me sconosciuto, la mia mente era invasa da una sensazione pesantemente negativa, ma il coraggio è stato più forte quindi sono andata a liberarlo. Osservo che aveva defecato nelle vicinanze della vetrata e in quel preciso istante ebbi la certezza che non si trattava di una persona gradita. Mentre provo a sbloccare la serratura vedo un ombra proiettata nel muro, una immagine da brivido di una mano che sosteneva una grande mazza. Evito che l'individuo fracassasse la mia testa ma senza poter schivare il colpo secco che mi frattura la spalla sinistra.

Ugualmente riesco ad aprire la porta blindata e Dax fa un lungo salto felino cadendo su di lui azzannando il suo volto, collo e il braccio che afferrava la gigantesca mazza. Colgo il mio cellulare e mi dirigo verso l'esterno impaurita, con difficoltà mi arrampico sul cancello e cado sulla strada, grido cercando aiuto ma nessuno viene al nostro incontro. Demoralizzata chiamo la polizia e mi rispondono che sarebbero arrivati dopo quaranta minuti. Le mie gambe tremavano in modo spaventoso, l' angoscia era tale e la necessità di trovare una soluzione immediata che non provavo dolore alcuno per il mio braccio rotto. Guardo verso l'interno e osservo una mano che teneva fortemente afferrate le tende, e quando capisce che lo guardo fece un gesto come per dire "ora ti uccido". Qualcosa congelò quella visione nella mia mente, e mi donò la carica necessaria per gettarmi dentro. Il mio Dogo era troppo importante e non poteva combattere da solo perché avevo intuito che il delinquente non agiva da solo. Dopo alcuni minuti di pensieri scuri decido di entrare. La camera era vuota e invasa dal silenzio allora con un ferro in pugno, mi dirigo verso le altre camere alla ricerca degli aggressori. Seguivo i segni di lotta che Dax aveva lasciato ma di lui, neanche l'ombra. Arrivo al terrazzo e lo vedo cercando di abbattere la rete di protezione con la bocca insanguinata. Lui voleva raggiungere i malviventi che avevano rapito uno dei nostri gatti. Chiamo Dax e gli chiedo di giungere la strada laterale, corriamo insieme dietro il veicolo ma ci ferma una scena terrificante: i delinquenti lanciano il mio gatto dal finestrino che viene investito dall'auto che percorreva la corsia opposta... Arriviamo quasi senza fiato dove giaceva il corpo di Little Flower senza vita mentre gli assassini si allontanavano portandosi via le mie appartenenze e il lavoro di tutta la mia vita... Colgo il cadavere ancora caldo e chiedo a Dax di seguirmi al mio fianco. Attraverso il cortile, mi siedo nelle scale e comincio a urlare dalla rabbia e dalla disperazione. Alcuni minuti più tardi arriva la polizia e nessuno degli ufficiali riesce a contenermi e un ora più tardi mentre prelevavano le impronte digitali Dax entra in comma. Non reagiva davanti alla rianimazione tempestiva, cerco una coperta, lo trascino verso la mia macchina e lo carico con difficoltà. Non dimenticherò mai quel viaggio, mai così veloce, mai tanto spesso il colore rosso, mai quella paura. Arrivo dal veterinario e li prego di risvegliarlo ma non riesco a smettere di piangere. Rientro a casa e osservo che uno dei poliziotti scavava una fossa per sotterrare il mio gatto senza dire una parola, sotto l'albero che avevo piantato la estate scorsa. Le ore passavano senza fine e mi chiedevo come avrei fatto a sopportare le lunghe ore di pioggia della mia mente.

Arrivo di pomeriggio in ambulatorio e Dax mi riceve allegro alla ricerca di un abbraccio eterno. Era entrato in comma per il grave ematoma cerebrale ricevuto da quella mazza fatale. Lascio i miei gattini dal veterinario che gli accoglie con tanta gentilezza per qualche giorno, io e Dax invece passiamo la notte da una amica. La notte tardi inizia a defecare e a vomitare sangue stagnante. Lo porto nel unica clinica dove possono ricoverarlo e immediatamente gli fanno le analisi, ma i risultati descrivono una terribile patologia, un'insufficienza renale grave perché gli organi erano già entrati in necrosi. Non mi permettono di restare accanto a lui e rimango immobile dentro la mia macchina nel parcheggio per tutta la notte. Appena sento il suono delle chiavi del guardiano, chiedo con disperazione di farmi entrare, corro verso il sporco e scarso box e lo vedo seduto in un angolo insanguinato, mi siedo nel pavimento, chiudo la porta dall'interno e l'abbraccio trasformando le mie braccia nel suo rifugio aspettando che arrivi il momento.

Dax mi stringeva il petto con le sue zampe e sosteneva il suo sguardo verso i miei occhi, io li sussurravo nelle sue orecchie che l'amavo senza fermarmi, finché smise di respirare.

Dopo quell'istante di buio e desolazione non ero capace di comprendere il perché di questo evento, il peso del mio dolore, tanto insopportabile.

Il giorno del processo uno dei criminali era davanti a me, non avevo le forze di aggredirlo, ho scelto di distruggerlo davanti al giudice con lo stesso coraggio del mio grande Dogo Argentino. Per questo malvivente la condanna è stata una delle più lunghe in questi casi. Quando esco dal tribunale, assediata dalla famiglia e amici del delinquente e forse con l'altro confuso tra la folla inferocita, non mi sentivo di avere ottenuto una vittoria, perché quello che avevo perso non sarebbe mai ritornato da me, mi sentivo la persona più infelice e sola di questa Terra.

Alcune volte vado nella spiaggia dove correvo con Dax, mi siedo sulle rocce e chiudo i miei occhi, immaginando quei momenti che non torneranno.

Quando gli apro, li scrivo.

Ora il tempo è passato ed ho capito il valore del suo coraggio, della sua azione e ho imparato a valutare il dono della vita, a proteggerla e ad apprezzare la bellezza che ancora rimane.

Oggi il panorama di quella spiaggia non è lo stesso, la casa è occupata da altri, il mio albero è cresciuto.

Dicono che Dax ha lasciato la sua impronta in questa arida terra, dicono che quando guardo lontano mi fondo con il paesaggio, dicono che sono fortunata perché sono rinata, dicono che il mio veleno sia tanto forte come la mia dolcezza... io dico che Dax mi ricorderà.

Leyla Fernàndez Maluf

ALLEVAMENTO DOGO ARGENTINO

CUCCIOLI DISPONIBILI INSEGNAMENTO DI BASE

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