CONCETTI DI BASE SULLA PREPARAZIONE ATLETICA DEL CANE
Le regole fondamentali della preparazione atletica umana sono contenute in una scienza denominata “Teoria dell’allenamento”, la quale appoggiandosi ai principi di base della FISIOLOGIA DELLO SFORZO, stabilisce il modello sul quale costruire una moderna e razionale PREPARAZIONE ATLETICA.Per la costruzione di un programma d’allenamento bisogna stabilire dei parametri fissi che possono essere modificabili soltanto in funzione della risposta del soggetto dell’allenamento, (IL CANE). La madre di tutti i comandamenti della teoria dell’allenamento è il principio dell’ADATTAMENTO, in altre parole la capacità di tutti gli organismi viventi che attraverso lo sviluppo corporeo, forme funzionali, prestazioni, comportamenti e le diverse esigenze stabilizzano le loro condizioni d’esistenza. Lo scopo dell’allenamento è dunque provocare ADATTAMENTI a livello fisiologico che portano al miglioramento della PRESTAZIONE. Questi miglioramenti dipendono dal dossaggio degli STIMOLI, letteralmente ogni modificazione nell’ambiente naturale e sociale come nell’interno dell’individuo e organo che producono eccitazione o modificazione. Nell’allenamento sportivo corrisponde all’esercizio fisico nelle diverse forme. La conoscenza delle caratteristiche dello STIMOLO che provoca il processo di miglioramento della prestazione è uno dei punti fondamentali delle scienze sportive. La conoscenza , sia pure nei termini generali, degli effetti degli stimoli permette lo sviluppo di un modello di metodologia e una capacità d’interpretazione adeguata alle necessità dell’allenamento. Gli stimoli posti dall’allenamento sono, infatti, la causa dei risultati e del loro incremento. Lo stimolo non è GENERICO né INDIFFERENZIATO, perché provoca, infatti, un insieme di effetti il cui spettro diminuisce con il crescere dello stato di allenamento. Lo stimolo deve dunque essere SPECIFICO, in altre parole determinato dalle caretteristiche dello stesso e dalle caratteristiche della reazione che lo stimolo provoca. La reazione dipende dalle caratteristiche degli organi coinvolti, dalle qualità psicologiche del soggetto, dall’età, dal livello di preparazione, dal curriculum d’allenamento, oltre che dalle condizioni ambientali. Ogni stimlo provoca una reazione SPECIFICA, e dev’essere dunque specifico nell’applicazione: per migliorare la Resistenza andrà applicato uno stimolo che migliori la vascolarizzazione. Per migliorare la Velocità andrà applicato uno stimolo che migliori l’utilizzo delle fibre a contrazoione veloce ecc… Conoscere la SPECIFICITA’ dello stimolo permette di costruire un PROGRAMMA DI PREPARAZIONE. Una volta individuato lo STIMOLO SPECIFICO, occorre determinare L’INTENSITA’ , un concetto che esprime il livello dell’impegno richiesto al soggetto rispetto alle sue capacità massimali nelle stesse condizioni. Il livello d’intensità e DETERMINANTE, perché esiste una soglia che bisogna individuare per provocare la reazione adattativa ed evitare la dispersione di tempo e di sforzi. Il livello di soglia è individuale. Si può perdere tempo lavorando su soglie troppo basse, oppure troppo elevate, non provocano così le reazioni adattative, anzi ci si avvicina alla SOGLIA DI ROTTURA. Lo stimolo dovrà altresì avere una certa e determinata DURATA, lo sforzo che l’organismo produce nell’eseguire un esercizio dipende dalla qualità e l’intensità, ma è molto importante per quanto tempo esso si svolge. Ad esempio un sprint massimale che si produce per 15; 20” diventa impossibile sostenerlo per 30,40”; in questo caso a parità d’intensità la durata diventa fortemente discriminante. Si può affermare che per definire le caratteristiche essenziali di uno stimolo e indispensabile stabilire la specificità, l’intensità e anche la durata. Un'altra variabile di fondamentale importanza nella costruzione di un programma di allenamento e la DENSITA’ dello stimolo. Questa indica la relazione fra il tempo di stimolo e di riposo in un’unità di tempo, in altre parole è il rapporto fra il tempo di lavoro e il tempo di recupero nell'ambito dell'unità o del ciclo di allenamento. La densità è una caratteristica che si aggiunge alle precedenti; a parità d’intensità di stimolo e di durata, la diminuzione del tempo di recupero fra più stimoli determina fenomeni di sommazione di fatica, per insufficiente recupero, creando situazioni di sforzo che modificano alcuni aspetti della specificità e che pur non modificando le carateristiche prima descritte permettono di variare l’efficacia dell’allenamento. Finendo la carrelata c'è la QUANTITA’, molto spesso l’unica varibiabile comprensibile e di conseguenza utilizzata dal neofito, la quale rapressenta l’insieme di caratteristiche numeriche, quantitative della durata e del numero delle ripetizioni che lo stimolo assume in un’unità di allenamento. L’insieme degli STIMOLI D’ALLENAMENTO, forma il CARICO FISICO; è il CARICO FISICO la causa che provoca la risposta adattativa dell’organismo. L’adattamento può avere carattere generale o specifico secondo il tipo di stimolo e degli esercizi che costituiscono il CARICO. Bisogna tenere conto che gli adattamenti sono determinati dal carico fisico nel suo complesso e nondal singolo esercizio che non è sufficiente a provocare adattamenti efficaci. E' soprattutto la ripetizione degli stimoli che permette l’acquisisione di adattamenti in forma stabile. Allorquando s’inizia un processo d’allenamento, si tiene in considerazione nella maggior parte dei casi, soltanto una variabile, e vale a dire quella più evidente, la quantità e si trascurano le altre. Il successo dell’allenamento dipende in gran misura dal giusto dossagio della DENSITA’ del carico, giostrando saggiamente il CARICO con il RECUPERO ed il VOLUME con l’INTENSITA’. Questi concetti basilari sono scaturiti dalla teoria della supercompensazione dinamica che spiego succintamente a continuazione.
FOTO E TESTO TRATTO DA www.rottweilermagazine.it