“Incontinenza urinaria nella femmina”
Dott. Fabio Antonioni  medico veterinario omeopata
www.fabioantonioni.it

Desidero affrontare il tema della “incontinenza” in prospettiva di una formula terapeutica decisamente “non convenzionale”,  l’intento è quello di chiarire il modello di approccio che accompagna il Veterinario Omeopata.
Questo è un problema che spesso produce grossi inconvenienti di ordine pratico, crea apprensione da parte del proprietario su come gestire al meglio il sintomo, anche perché spesso è palpabile un disagio reale soprattutto in ambiente domestico.
Per “incontinenza” intendiamo una inappropriata ed involontaria perdita di urina; si potrebbe paragonare la vescica urinaria ad un semplice palloncino pieno di acqua munito di foro di uscita verso l’esterno.
Il problema può insorgere a seguito di un disturbo di natura meccanica, un semplice gioco di pressioni tra il palloncino che si riempie e la tenuta della valvola, analogamente alla funzione di contenimento svolto dallo sfintere vescicale in natura.
Quando, per un qualche motivo imprecisato questo equilibrio di forze opposte viene a mancare o è compromesso da cause esterne, avviene la inevitabile fuoriuscita del liquido dal suo contenitore, nel nostro caso dalla vescica comincia a gemere urina.
Dobbiamo immaginare che tutto questo sistema venga gestito da un complessa rete di fili elettrici rappresentati da fibre nervose appartenenti al sistema nervoso autonomo, inoltre a monte esiste una ulteriore unità che funge da computer centrale, la corteccia cerebrale.
I disturbi della minzione possono essere provocati da problemi a carico di queste strutture regolatrici deputate alla funzionalità del sistema di controllo, pensiamo a problemi a carico dei nervi pudendi e pelvici che scendono dal midollo spinale lungo il decorso della colonna vertebrale.
Un trauma a carico di queste strutture anatomiche anche di vecchia data o particolari anomalie congenite possono essere causa della disfunzione finale, ma non è tutto.
E’ indubbio che diventa necessario per il Medico Veterinario utilizzare tutti gli strumenti diagnostici a sua disposizione al fine di escludere altre patologie aggravanti come il diabete mellito, l’insufficienza renale, disturbi ormonali o  problemi di natura infiammatoria o ostruttiva a carico di vescica ed uretra.
Anche la semplice sterilizzazione delle cagne femmine (ovario isterectomia) specie in giovane età può essere una causa predisponente con una percentuale che supera di poco il 20%.
E’ risaputo che gli ormoni sessuali femminili ed in modo particolare gli estrogeni svolgono una funzione essenziale nel mantenere la tonicità muscolare della vescica, dello sfintere vescicale e di tutta l’uretra sino al suo sbocco a livello vaginale.
In queste circostanze si è fatto uso in terapia di sostanze ormonali sostitutive anche se oggi c’è la tendenza a non utilizzarle per gli effetti collaterali inevitabili a carico del midollo spinale.
Il disturbo clinico dovrà tenere conto inevitabilmente anche dell’età di insorgenza, occorre fare una distinzione tra cuccioli femmine che manifestano perdite di urina non appena acquistati o adottati a 4-5 mesi rispetto a cagne che hanno superato una soglia di età (stato senile).
L’incontinenza si può manifestare  a seguito di una emozione improvvisa oppure è rilevabile durate lo stato di veglia o dopo un sonno prolungato; il proprietario si lamenta perché il cane tende a bagnare la superficie sul quale resta sdraiato, può essere la  cuccia, il letto, il sofà o il tappeto e così via, inoltre anche la zona perineale e la coda risultano imbrattate di urina emanando un odore sgradevole, altre volte il cane comincia a gocciolare durante il movimento, formule diversificate da caso a caso.
La medicina omeopatica si propone di approfondire tutte queste modalità e soprattutto tende ad affrontare il problema proponendo un approccio terapeutico completamente differente rispetto alla formula  tradizionale.
Una volta seguito il percorso di indagine diagnostica appropriata non basta arrivare a sopprimere il sintomo specifico, il ruolo del Veterinario Omeopata non si esaurisce in questi casi, va ben oltre.
A lui il compito di indagare sino a trovare la vera “causa eziologica fondante” che si interpone tra la componente psicologica e/o psico-emotiva che governa a monte ed il disturbo organico a valle che si traduce sotto forma di sintomo periferico.
Tutti gli aspetti comportamentali o gli atteggiamenti o le stesse modalità che emergono dal racconto del proprietario finiscono per fornire una immagine più o meno articolata sugli aspetti caratteriali del cane.  
Per lo meno ci permettono di comprendere più a fondo il suo modo di essere attraverso la  reattività, anche il suo modo di relazionarsi con le persone o di confrontarsi con l’ambiente diventano elementi fondamentali.
Inevitabilmente tutte queste informazioni opportunamente assemblate ci forniscono informazioni anche sul suo modo di esprimere qualcosa di più complesso, la sofferenza.
il Veterinario Omeopata avrà il difficile compito di svelare quello strato di sofferenza  individuale più inconscia che si cela attraverso la complessa rete di connessioni tra psiche e soma, ma sempre capace di emergere in superficie attraverso il linguaggio dei sintomi quale formula espressiva più periferica, immagine di un problema più grande che nasce e si struttura ad un livello più interiore, espressione di un disagio profondo.