ROTTURA DEI LEGAMENTI CROCIATI

 

Stefano Lodato – Allevamento Valmorea –

Questo articolo nasce dall'esperienza personale, infatti in questo periodo mi trovo alle prese con la fase di riabilitazione di un mio soggetto (Cane Corso) che ha subito la rottura totale del legamento crociato.

E' infatti questa una patologia traumatica piuttosto frequente nei cani di media e grossa taglia particolarmente irruenti e vivaci.

I legamenti crociati sono due, quello anteriore e quello posteriore. Vengono così definiti perché si incrociano l'un l'altro per assicurare una maggiore stabilità all'articolazione. Hanno la funzione di tenere saldamene unite le superfici articolari della tibia e del femore e sono adiuvati in questa funzione dai legamenti collaterali.
In genere si verifica la rottura completa di uno o di entrambi i legamenti crociati, anche se è più frequente la rottura del legamento crociato anteriore.
La patologia compare in concomitanza di un salto, di un improvviso cambio di direzione o di una brusca frenata; ma talvolta il proprietario nemmeno si accorge dell'evento traumatico. La rottura puo' essere completa o parziale, ma in ogni caso il mancato trattamento di questa patologia porta ad una degenerazione artrosica del ginocchio. Questo avviene perche' l'articolazione non e' piu' stabile, viene cioe' rotto l'equilibrio dell'articolazione.

Sintomatologia
Il sintomo caratteristico della rottura del legamento crociato è una zoppia che insorge improvvisamente, senza causa apparente. L'animale tiene l'arto posteriore sollevato da terra, ma la reazione al dolore acuto è molto soggettivo e la zoppia può essere anche di lieve entità. Dopo qualche giorno, passata la fase acuta, la zoppia può scomparire per ripresentarsi quando si sviluppa un'artrosi secondaria.

Diagnosi
E' piuttosto facile proprio per le caratteristiche di insorgenza della patologia. La palpazione del ginocchio provoca dolore. A causa della rottura del legamento crociato l'articolazione diventa instabile e, alla manipolazione, compare quello che viene definito il "movimento del cassetto": con l'arto in estensione, afferrando con una mano il femore e con l'altra la tibia e applicando una forza contraria alle due ossa (trazione e pressione) si riesce a provocare un lieve movimento; questo movimento sarebbe del tutto impossibile se i legamenti fossero integri. Per mettere in evidenza questo segno caratteristico è talvolta necessario sedare l'animale in quanto solo cosi' si puo' ottenere un totale rilassamento muscolo-scheletrico per una corretta diagnosi.

La radiografia è indicativa solo quando la lesione si è verificata da molto tempo ed è utile soprattutto per valutare l'eventuale insorgenza di un processo artrosico.

Terapia
E' di fondamentale importanza intervenire il prima possibile per limitare le reazioni artrosiche secondarie. La terapia è chirurgica e consiste nella ricostruzione del legamento strappato. La prima fase dell'intervento consiste nel rimuovere i frammenti del legamento crociato rotto e del menisco ( se e' rotto anch'esso). Successivamente viene sostituito il legamento rotto con uno artificiale posto in posizione intra o extra articolare a seconda della preferenza del chirurgo.
Dopo l'intervento il cane deve essere bendato e tenuto in assoluto riposo per almeno tre settimane. Dopo questo periodo si inizierà una graduale riabilitazione, prima passiva poi attiva (piccole passeggiate e nuoto). Per almeno due mesi devono essere evitate le scale, i pavimenti scivolosi, i salti, le corse. Il recupero è in genere totale nel giro di 5-6 mesi anche se il tempo di guarigione è soggettivo e dipende dalla gravità del danno iniziale. E' comunque piuttosto frequente che la patologia si ripresenti magari al ginocchio controlaterale.

 

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