Convulsioni: esperienze personali del Veterinario Omeopata
Dott. Fabio Antonioni medico veterinario Omeopata libero professionista
www.fabioantonioni.it
Desidererei spendere poche righe per introdurre un argomento che richiederebbe ben altro approfondimento, ma l’intenzione è quella di spiegare quali siano le reali difficoltà che incontra il Veterinario Omeopata nell’ affrontare sindromi convulsive di natura epilettica o epilettiformi che sembrano avere una incidenza statistica in aumento.
E’ facile trovare clienti che per la prima volta intendono richiedere l’assistenza di un Veterinario che si occupi di “medicine non convenzionali” proprio in sostituzione alla terapia classica che viene proposta regolarmente in questi casi, solitamente quella Barbiturica.
In effetti è spesso difficile far comprendere al proprietario che la cura tradizionale a base di Barbiturici deve essere somministrata per un tempo indeterminato, spesso a dosi crescenti ed inoltre questo protocollo prevede monitoraggi ematologici annuali o semestrali, un modello terapeutico che non lascia soluzioni alternative, diventa una terapia cronica.
Il farmaco Barbiturico dovrà essere assunto quotidianamente e di solito non è in grado di impedire la comparsa di ulteriori crisi convulsive che potranno manifestarsi anche se in modo meno violento; talvolta questo aspetto non viene sempre precisato al cliente.
Qualche volta queste crisi convulsive o epilettiche possono essere anche molto crude nelle manifestazioni esteriori, spesso è difficile riuscire a scoprire una causa eziologica precisa, per questo si rende necessario un percorso diagnostico lungo e tortuoso allo scopo di eliminare cause predisponenti il disturbo neurologico.
Contrariamente in campo omeopatico è possibile riuscire ad intervenire in maniera spesso efficace e definitiva; la terapia una volta individuata correttamente potrà essere somministrata per tempi più brevi o ripetuta periodicamente, dipende da caso a caso.
Purtroppo non è pensabile trovare una seria collaborazione con altri colleghi Veterinari che magari hanno in cura il cane e finiscono per non fornire al Veterinario Omeopata alcun tipo di informazione utile, anzi più volte tentano di osteggiare la libera scelta da parte del proprietario.
In pratica quello che capita è che l’Omeopata non riesce ad ottenere alcun referto documentato da poter esaminare o consultare e finisce per basarsi esclusivamente su quanto raccontato a sommi capi dal proprietario che spesso non è a conoscenza di tutti gli esami clinico-diagnostici eseguiti.
Desidero precisare una cosa fondamentale; è chiaro che l’approccio con il Veterinario Omeopata è differente rispetto al Veterinario tradizionale e spesso il proprietario al primo incontro si sente imbarazzato, incapace di rispondere anche a domande banali che riguardano il proprio cane, si trova del tutto impreparato.
Non sempre il primo approccio riesce a sortire un risultato soddisfacente proprio per la difficoltà di rapportarsi con un Veterinario che comincia a fare domande strane o per lo meno insolite, molto diverse da quelle che una persona è abituata ad ascoltare in ambulatorio, questa rappresenta la prima vera difficoltà reale che dovrà affrontare il cliente.
D’altronde il Veterinario Omeopata ha l’esigenza di comprendere molte cose, di approfondire differenti aspetti che in parte riguardano il cane e dall’altra le modalità di comparsa della crisi convulsiva, non solo ma è interessato anche alle manifestazioni che ne fanno da contorno.
Spesso alla domanda,” mi può spiegare come si manifesta la crisi del suo cane?” ti senti rispondere “scusi ma lei è un veterinario?, allora non dovrebbe sapere lei come avvengono queste cose?”
Il nostro lavoro di ricerca è impostato in modo da approfondire molti aspetti; all’apparenza tutte queste crisi sembrano essere uguali fra loro, ma è bene sottolineare come ogni cane manifesti una sua crisi convulsiva con sfumature spesso differenti, non solo ma le stesse crisi possono modificarsi di volta in volta nel corso del tempo, arricchendosi di ulteriori caratteristiche che occorre segnalare all’Omeopata.
Cerco sempre di fare comprendere queste motivazioni e spesso il proprietario si sente responsabilizzato ed investito nell’ osservare con maggiore attenzione quanto richiesto in modo da riferire con maggiore accuratezza alcuni particolari negli incontri successivi, diventano dei veri e propri investigatori del proprio cane.
Occorre seguire un percorso che porti ad una scelta omeopatica individuale che deve essere mirata dove il proprietario diventa un interlocutore importante ai fini della riuscita del caso stesso.