Il Bullmastiff come guardiano
(seconda puntata dedicata al Bullmastiff)
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I tempi moderni, con gli innumerevoli vantaggi che ci hanno portato, hanno tuttavia evidenziato alcuni “rovesci della medaglia”. Tra questi, balza all’occhio ciò che i rotocalchi giornalistici ed i mass-media esibiscono giorno dopo giorno: un evidente aumento della criminalità. Soprattutto di quella criminalità che colpisce la proprietà, non di rado direttamente nelle abitazioni, anche in presenza dei suoi abitanti che sono spesso vittime di episodi di efferata violenza.
Ma può un cane da guardia tutelare l’uomo moderno dai professionisti del crimine?
Sarebbe una pia illusione!
Nessun cane può proteggerci dall’uomo “professionalmente cattivo”. Egli è un bersaglio troppo facile e troppo facilmente superabile per un professionista del crimine.
Tuttavia, con le opportune cautele, possiamo aiutare il nostro cane a proteggerci, soprattutto da quella microcriminalità che, meno organizzata e “professionale”, compie crimini occasionalmente, senza troppa preordinazione. Quella microcriminalità che spesso si rivela altrettanto pericolosa per l’incolumità delle sue vittime.
In quest’ultimo ambito, il Bullmastiff diventa un reale e concreto aiutante e rappresenta una delle razze canine più affidabili.
In primo luogo la sua mole ed il suo aspetto hanno un effetto deterrente di sicuro impatto verso il malintenzionato, che spesso trasferisce il suo insano progetto delinquenziale su altri obiettivi meno problematici.
In secondo luogo, la guardia del Bullmastiff è svolta in maniera particolarmente intelligente. Egli non abbaia a chiunque si avvicini alla “sua” proprietà, mostrando anzi spesso assoluta indifferenza o una discreta affabilità verso lo sconosciuto “innocuo” o “benintenzionato”, ma sembra avere autentiche doti “telepatiche” nel riconoscere il malintenzionato. Quando questi viene identificato, l’atteggiamento del Bullmastiff, da pacioso e mansueto cagnolone, si trasforma in quello di intrepido guardiano, sprezzante della paura e del pericolo.
Il malintenzionato viene smascherato con segnalazioni palesi: il Bullmastiff non si limita ad abbaiargli. Gli ruggisce! E certamente non gli consentirà di entrare nella proprietà. A nessun costo!
Ma la guardia migliore che sa svolgere il nostro eroe è quella che riesce ad attuare restando all’interno dell’abitazione. In giardino egli può essere in qualche modo disinnescato, ma all’interno dell’abitazione il discorso cambia totalmente. In tale situazione, infatti, essendo poco propenso ad abbaiare, egli attende che il malcapitato forzi la porta, o la finestra, e a quel punto per l’invasore è troppo tardi! Nella migliore delle ipotesi (guardandola dal punto di vista del delinquente), troveremo il “cattivone” sdraiato sotto il nostro Bullmastiff, che non gli consentirà di muovere un muscolo. Nella sventurata ipotesi che egli tentasse di far male al nostro cagnone … le conseguenze per lui potrebbero diventare ben più serie!
Il “ladro” sarà lieto di porgere i polsi ai rappresentanti delle forze dell’ordine.
Gli inglesi ritengono il Bullmastiff il cane da guardia migliore del mondo. Questo non è determinato dalla sua mole, dalla sua incredibile potenza o da particolari caratteristiche di indole, ma soprattutto dall’equilibrio e dall’intelligenza con cui egli svolge il ruolo di guardiano.
Il Bullmastiff non è invece adatto alla guardia isolata. Ossia quella che viene svolta in solitudine, lontano per molto tempo dalla propria famiglia. Ad esempio, egli non è adatto a presidiare un capannone durante il fine settimana. Si intristirebbe e finirebbe col cambiare carattere.
Egli è un guardiano formidabile per la “sua” proprietà e per famiglia che ama, non lo è se lasciato solo a proteggere cose che gli appaiono in stato di abbandono.
Dott. Saverio Maria Grasselli